Ciao Davide
Un bacio per il piccolo Davide...
Archiviato da spes74 alle 14:25 in: bambini, scienza, emozioni, medicina, società , sanità , pensieri urticanti
Link al post: Permalink | Home Commenti: commenti (3)(popup) | commenti (3)
[Mstatus] In questi giorni si fa un gran parlare della sentenza per i poliziotti invischiati nella questione della Bolzaneto e della Diaz all'epoca dei fatti di Genova in occasione del G8. Per quanto mi riguarda una giustizia equa è quella prevista dalla vecchia legge, quella del fai agli altri ciò che è stato fatto a te! Pertanto se uno ha subito un torto dovrebbe avere il diritto di restituire il torto subito a chi glie lo ha fatto stesso grado e stato! Non entro nel merito della sentenza, dato che su quella sono già state scritte qualche miliardo di righe e spese altrettante, se non di più, di vuote parole.
Da quello che ho recepito, all'epoca dei fatti nel luglio del 2001, il governo Berlusconi era da poco entrato a Palazzo Chigi, e quindi più o meno era già stata organizzata la logistica e la tattica per l'evento G8 da parte delle forze in divisa, prima dell'arrivo di Berlusconi e relativi Ministri.
I questurini da quello che mi risulta, ora non so se per tutto il territorio nazionale, ma posso presumere di si, disponevano delle copie dei documenti di identità dei soggetti ritenuti a rischio e che si presumeva partecipassero al G8.
Da MenteCritica
Autore PacatoeGentile
Qualche sera fa ho avuto l’opportunità di essere presente ad un incontro/dibattito sul costo ipotetico della chiesa cattolica per lo stato italiano. Erano presenti Curzio Maltese, l’autore del libro “La Questua” nel quale analizza i costi attuali e le mancate entrate da parte dello stato sui beni della chiesa e Umberto Folena, giornalista dell’avvenire il quale ovviamente interpretava la parte “accusata”, più una simpatica moderatrice con il carisma di Charlotte di Sex and the City. Ovviamente, essendo l’incontro a Bologna e facendo parte di una serie di incontri dedicati alla ragione, il pubblico era tendenzialmente a favore delle tesi di Maltese. A questo aggiungiamo che Folena non ha fatto assolutamente nulla per cercare di fare breccia nel cuore degli ascoltatori anzi, mediante sapienti battute da Bar dello Sport di quart’ordine subliminalmente offensive (battute scontate tipiche di discussioni in cui l’audience ha un basso livello intellettivo e culturale), ha rischiato in più di un’occasione il linciaggio verbale e fisico.

Sono stati toccati molti punti interessanti e forse non noti a tutti. In primis l’8 per mille e l’ICI.
8 per mille
l’8 per mille nasce con Craxi come alternativa alla “congrua” dei patti lateranensi, ergo il suo scopo primario è stipendiare il clero, non la carità, come invece appare dai vari spot televisivi.
Se rimangono altri soldi questi vengono destinati anche a opere di carità.
La firma a Praga sullo Scudo Antimissilistico tra la Repubblica Ceca e gli Stati Uniti, nonostante la buona volontà di Mosca di proporre un accordo che faccia salva la sicurezza di tutti, apre scenari che ricordano in maniera inequivocabile la famosa Crisi di Cuba del 1962 quando il mondo si trovò per alcuni mesi a camminare sull’orlo dell’abisso di una Guerra Termonucleare Mondiale.
Allora tutto fu risolto in base ad un accordo segreto tra Kennedy e Krusciov con la partecipazione-benedizione di Papa Giovanni XIII, ma la crisi di oggi (a non tener conto che mancano dalla scena internazionale i giganti politico-religiosi sunnominati) non sembra avviarsi alla stessa conclusione, poiché ad essa fanno da corollario inquietante altre crisi se possibili ancora più pericolose:
la minacciata rappresaglia contro i siti nucleari iraniani, che risponde rabbiosamente testando missili a lungo raggio in grado di colpire Israele e la gran parte delle basi americane nel Golfo Persico;
la cocciuta volontà di Ucraina e Georgia di entrare nella NATO e in conseguenza di tutto questo la terribile reazione della Russia di Medvedev (leggasi Putin), che ha fatto sapere che ad installazione avvenuta dello Scudo sarà costretta a prendere misure militari in grado di eliminare quella che essa ritiene una minaccia diretta alla sua sicurezza:
Da MenteCritica
Non è un problema per me. Io l’avevo capito da tempo. Mi spiace per quegli elettori di centrodestra che su queste pagine e altrove si sono battuti, spesso cercando le ragioni più astruse, per convincerci e convincersi che il blocco di un anno dei processi fosse un bene per la giustizia italiana consentendo di celebrare prima i processi più gravi.
Oggi, a quanto pare, della giustizia tout court non importa più nulla a nessuno visto che il governo è disposto a sacrificare la norma che blocca i processi in cambio dell’approvazione immediata del lodo che rende immuni le prime quattro cariche dello stato.
Già, deve essere un bel problema cercare di darsi una spiegazione adesso. Sarei curioso di sapere cosa penserà l’elettore berlusconiano di turno leggendo le notizie pubblicate in queste ore sui giornali. Quali spiegazioni si darà, come giustificherà il fatto che quella che sembrava essere una norma assolutamente essenziale per sbloccare l’ingolfamento della giustizia italiana adesso non serve più, basta che siano salvaguardate le prime quattro cariche pubbliche della repubblica.
Spero sinceramente che qualcuno di loro intervenga e mi spieghi cos’è che non ho capito per l’ennesima volta, dov’è che mi sbaglio, cosa mi sfugge, perché a me sembra tutto paurosamente chiaro e non mi viene nessuna alternativa in mente.
Di una cosa però sono veramente certo. La responsabilità della tenebra che è scesa sul mio paese non è sulle spalle di un solo uomo. Tutto è partito da una legge elettorale promossa dal centrodestra e accettata e mai osteggiata dal centrosinistra che si è assolutamente dimenticato di modificarla mentre era impegnato a legiferare sui costi di ricarica dei telefonini. Una legge elettorale che, abolendo il voto di preferenza, consegna il potere della composizione delle liste completamente nelle mani dei padroni di partito.
La legge elettorale non è un’astrusa alchimia per specialisti. E’ il mezzo attraverso il quale un sistema democratico si rinnova. Abolendo il voto di preferenza il parlamentare non ha più nessuna dote da portare al partito ed è completamente nelle mani di chi il partito lo governa, o meglio, lo domina. Fine della rappresentanza del territorio, delle segreterie locali e della raccolta delle istanze, anche se clientelari, della gente. Questo ha prodotto parlamentari la cui unica funzione è quella di premere il pulsante giusto al momento giusto e che per emergere ad incarichi ministeriali devono dimostrare la loro fedeltà completa, assoluta e totale al capetto di turno. Si chiami esso Silvio, Walter o Antonio.
E questa, se non sbaglio, non è democrazia. Potremmo chiamarla mafia, camorra, guerra di bande, baronia, associazione a delinquere, oligarchia, dittatura, club del ricamo e del cucito, ma non democrazia. Quella è tutta un’altra cosa.
In queste ore è difficile pensare positivamente al futuro. Anche chi oggi sta protestando a piazza Navona, quando ha avuto l’occasione di opporsi efficacemente alla legge elettorale attuale non lo ha fatto e quando ha avuto l’occasione di cambiarla ha preferito pensare ad altro. Il baricentro del potere in questo paese si è spostato di molto e non verso gli elettori.
Quando un sistema giunge a questo livello di degenerazione, nessun meccanismo ordinario può ristabilire il diritto senza un immane sacrificio ed uno scontro sociale che rischia di sconvolgere completamente il volto della nazione. E’ ciò che ci meritiamo, ma questo non mi consola.
Fonte: MenteCritica
Come sempre accade in questi frangenti, quando ogni anno gli Otto Grandi del Pianeta si riuniscono per discutere dei problemi del mondo, quali fame, malattie, sconvolgimenti climatici, approvvigionamenti energetici, sviluppo socio-culturale e quant’altro, sembra di assistere ad una specie di farsa in piena regola, in cui ognuno recita una parte assegnata, con tanto di promesse roboanti e sorridenti pacche sulle spalle degli interlocutori, per poi lasciarsi con una foto di gruppo come ricordo della cerimonia.
Strano ma vero, incomprensibilmente è arrivata in concomitanza dell’evento una lettera del Presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad che sembra cogliere con rara profondità il nocciolo della questione.
Non che voglia fare il difensore non richiesto del Capo di Stato sunnominato, ma non c’è dubbio che nella lettera ricordata egli dica semplicemente la Verità, una verità che ovviamente viene osteggiata dai Grandi in quanto la Nazione iraniana, checché affermi il suo Presidente, è sempre tuttora sotto il tiro delle minacce finora solo verbali, ma che da un momento all’altro potrebbero divenire reali e apocalittiche quanto mai.