Il discorso del Papa a Pompei, pur apprezzabile, fa scorrere sulla schiena brividi che credevamo sepolti.
[Vipom] E’ certo che il Papa non ha detto nettamente che anticlericalismo e fenomeni superstiziosi sono la stessa cosa, anche se si è prodotto in un accostamento che lascia molto a desiderare, quantunque il tutto debba essere letto nel contesto del discorso pronunciato presso il Santuario di Pompei per ricordare la figura del suo fondatore Bartolo Longo, di cui dice:
«La vicenda della sua crisi spirituale e della sua conversione appare oggi di grande attualità. Egli infatti, nel periodo degli studi universitari a Napoli, influenzato da filosofi immanentisti e positivisti, si era allontanato dalla fede cristiana diventando un militante anticlericale e dandosi anche a pratiche spiritistiche e superstiziose.
La sua conversione, con la scoperta del vero volto di Dio, contiene un messaggio molto eloquente per noi, perché purtroppo simili tendenze non mancano nei nostri giorni».
Appare ad ogni modo evidente dal trafiletto riportato che il Papa si è avvalso della biografia del Beato Longo per scivolare su un terreno molto ma molto delicato, in quanto, seppure di sfuggita e in occasione di un evento speciale, ha messo nero su bianco che l’anticlericalismo potrebbe, dico potrebbe, avere molto in comune con pratiche superstizione e simili, un parallelismo assai grave perché potrebbe mettere in dubbio la dignità di molti laici ed anche di onesti anticlericali che certo non è dimostrato si diano a pratiche superstiziose o addirittura spiritiche, dettagli questi di certo inquietanti che fanno correre un brivido sulla schiena perché ci riportano dritti al Medioevo, allorché si tacciava di Magia e Stregoneria quanti magari erano solo contrari a certe dittature ecclesiastiche.
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