domenica, 28 dicembre 2008

Analfabeti d'Italia

Analfabeti d'Italia di Tullio De Mauro

da Internazionale

Solo il 20 per cento degli adulti italiani sa veramente leggere, scrivere e contare

Internazionale 734, 6 marzo 2008

Cinque italiani su cento tra i 14 e i 65 anni non sanno distinguere una lettera da un'altra, una cifra dall'altra. Trentotto lo sanno fare, ma riescono solo a leggere con difficoltà una scritta e a decifrare qualche cifra. Trentatré superano questa condizione ma qui si fermano: un testo scritto che riguardi fatti collettivi, di rilievo anche nella vita quotidiana, è oltre la portata delle loro capacità di lettura e scrittura, un grafico con qualche percentuale è un'icona incomprensibile.

Secondo specialisti internazionali, soltanto il 20 per cento della popolazione adulta italiana possiede gli strumenti minimi indispensabili di lettura, scrittura e calcolo necessari per orientarsi in una società contemporanea.

Questi dati risultano da due diverse indagini comparative svolte nel 1999-2000 e nel 2004-2005 in diversi paesi. Ad accurati campioni di popolazione in età lavorativa è stato chiesto di rispondere a questionari: uno, elementarissimo, di accesso, e cinque di difficoltà crescente. Si sono così potute osservare le effettive capacità di lettura, comprensione e calcolo degli intervistati, e nella seconda indagine anche le capacità di problem solving.

I risultati sono interessanti per molti aspetti. Sacche di popolazione a rischio di analfabetismo (persone ferme ai questionari uno e due) si trovano anche in società progredite. Ma non nelle dimensioni italiane (circa l'80 per cento in entrambe le prove).

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venerdì, 19 dicembre 2008

Lavorare fino a 65 anni? Anche più, se ci fosse vera parità

Oggi ho letto un bell'articolo di Daria Bignardi, e in seguito anche un commento relativo a questo articolo, che rispecchiano il mio punto di vista sulle affermazioni del ministro Brunetta riguardanti la proposta di equiparare l’età della pensione di uomini e donne. Non aggiungo altro perchè i due contributi che riporto di seguito sono già chiarissimi!


Da Vanity Fair n. 51/2008, di Daria Bignardi

Brunetta lo conosce il «pacchetto» che tocca quotidianamente a noi donne?

Facciamo finta che quella del ministro Brunetta sull’equiparare l’età della pensione di uomini e donne non sia una cosa seria, che sia solo una provocazione, una battuta, o una distorsione dei media.
Facciamo finta che non ci siano lavori che spezzano la schiena e risucchiano l’anima, e facciamo anche finta che, se decidessimo di equiparare i diritti di uomini e donne, dovremmo cominciare dai salari e dall’accesso al lavoro e non dall’età della pensione. Facciamo finta che la Corte europea, che chiede l’equiparazione, non abbia chiesto anche un sacco di altre cose delle quali il governo se ne infischia.
Facciamo finta che in Italia non ci sia un’ostinata mancanza di attenzione ai problemi delle donne, che non manchino gli asili nido, che non ci siano mariti separati che non mantengono i figli, facciamo finta soprattutto, anche se per farlo dobbiamo prendere psicofarmaci o farci ipnotizzare, che in Italia la cura della famiglia sia equamente divisa tra maschi e femmine.
Facciamo finta, ma solo finta, che quello del lavoro non sia un problema troppo serio per scherzarci sopra, e gridiamo a Brunetta il nostro: «Magari!».

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lunedì, 15 dicembre 2008

"Ultimatum alla Terra", un film da guardare e da meditare

ultimatum_allaterraSono andato a vedermi ieri sera al cinema il film Ultimatum alla Terra, un film molto ben congegnato in cui astronavi aliene atterrano sulla Terra per mettere sul chi vive l’uomo dalla sua pervicace azione di distruzione del nostro pianeta, minacciando, nel caso essa continui, la soppressione del genere umano.

Nasce una specie di amore platonico tra il protagonista alieno e la protagonista femminile, che cerca di tutti i modi di aiutarlo e di convincerlo ad evitare l’estinzione della vita sulla terra, facendogli capire in tutti i modi che l’umanità si può ancora redimere, gli ripete più volte infatti di dare un’ultima possibilità all’uomo di ricredersi e di ritornare alla ragione davanti al baratro dell’autodistruzione.

L’alieno è perplesso, ma proprio quando vede il pianto della donna si rende conto che in effetti una chance bisogna darla e così il film finisce allorchè, nel bel mezzo di una sorta di ciclone che tutto divora, l’alieno convince alfine i suoi amici a fermarsi all’ultimo momento, con quella scena finale in cui tutto sembra interrompersi come in una suspense dal carattere fortemente simbolico…si spengono le luci delle città; macchine, aeroporti, impianti per l’estrazione del petrolio ecc. vengono bloccati e fermati improvvisamente, vengono in sostanza annullate tutte le attività economiche umane, si fermano persino gli orologi… appunto un Ultimatum alla Terra: o fermate il vostro pazzo progresso o alla prossima volta non avremo più pietà di voi.

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lunedì, 01 dicembre 2008

Pangea - La vita riparte da una donna

Da: Blocknotes

La Fondazione Pangea Onlus è un’organizzazione no profit che dal 2002 lavora per favorire condizioni di sviluppo economico e sociale delle Donne e delle loro famiglie attraverso strumenti quali: l'istruzione, l'educazione ai diritti umani, la formazione professionale, l'educazione igienico-sanitaria e alla salute riproduttiva e la micro finanza, per la creazione di attività generatrici di reddito.
Pangea opera in collaborazione con associazioni e gruppi locali di donne che condividono la volontà di un’azione efficace che renda le donne protagoniste del loro stesso percorso di riscatto economico e sociale e che favorisca la loro partecipazione attiva allo sviluppo della comunità di appartenenza e dell’intero Paese.

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